Sono uscita da scuola stanca, sfinita. Dopo averti detto addio, sono tornata a casa ho sbattuto i libri a terra e mi sono seduta sul divano scoppiando a piangere. Ad un tratto è squillato il telefono, nonostante non avessi per niente voglia di rispondere. Mi sono guardata intorno, non c'era nessuno. Così ho alzato la cornetta e dall'altra parte: "ti amo perdonami". Ma la voce non era la tua. Era una voce giovane, con una nota di disperazione accorata, profonda, che mi ha spinto a rispondere " Hai sbagliato numero.." e sono scoppiata a piangere come una fontana.. Silenzio, un respiro un po' più forte..poi " Scusami, non sei Laura, vero?" " No, sono Matilde" " Ecco, scusa Matilde, ma...piangi?" " Sì, perchè le parole che tu volevi dire a Laura, io..io..volevo che un'altra persona le dicesse a me..."
" Scusami, scusami. Ma non piangere, ti prego! Combino sempre disastri!" Il modo in cui mi disse che era un combina guai mi fece tenerezza, ora le lacrime pian piano stavano lasciando il posto ad un piccolo sorriso. "Tranquillo, mi sta passando..." "Sicura?" "Si si... non preoccuparti"
Ci fu un attimo di pausa imbarazzata,poi il ragazzo continuò:"Va meglio?" La domanda cancellò del tutto l'amarezza,feci un respiro profondo e accennai una piccola risata:"Non preoccuparti così tanto!Chiama Laura,le farà piacere"-gli consigliai con voce serena. "Ah...sì,lo spero...ok,scusa ancora.Ciao!" La sua voce venne sostituita dal gemito muto e sordo del telefono.Riabbassai lentamente la cornetta,lasciando la mano ancora vibrante dello schiaffo inferto appena pochi attimi prima abbandonata sul telefono,e rilassai le spalle sul divano con un sospiro.Il mio sguardo adesso era assente,nuotava smarrito tra i mobili indifferenti e cupi...gli avevo tirato uno schiaffo.Ancora non mi capacitavo della mia reazione,mi ero per la prima volta ribellata,ribellata davvero,quando sarebbero bastate così poche parole per tranquillizzarmi e risolvere la situazione...ma no,lui non poteva rinunciare al suo orgoglio.Com'è difficile dire un semplice "mi dispiace"? Mi lasciai cullare dalla stanchezza e dalla delusione...piano...scendendo nel silenzio...non avrei studiato quel pomeriggio...il telefono squillò di nuovo,e io sussultai colta alla sprovvista. "Sì?" "Ehm...sono di nuovo io...quello di prima..." Inarcai un sopracciglio divertita, forse un po' irritata, non volevo essere interrotta in continuazione. _ E allora?- chiesi con voce brusca. Ma ancora una volta mi stupì...era lui a singhiozzare questa volta... " Laura ha riattaccato, e rideva...mi ci ha mandato e ha detto <ridicolo> e ha chiuso...scusa, non sapevo a chi dirlo...ho pensato a te...ma ora ti lascio in pace..ci.. _ NO, NO!- gridai quasi. Il suo dolore mi aveva colpito come uno schiaffo, già..come il mio schiaffo doveva aver colpito e ferito LUI...
- No!- ripresi più dolcemente- siamo nella stessa barca e penso di capirti...
Commenti
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Giovedì, 29. Maggio 2008 22:08:28, da
A voi il proseguimento!
WOW!
Martedì, 3. Giugno 2008 20:26:53, da
Young